Le regole del lasciarsi.

Le probabilità di incontrare per caso colui che ti ha spezzato il cuore sono incredibilmente alte. E le probabilità di incontrarlo quando hai un aspetto orribile o quando stai andando a buttare i sacchetti della spazzatura sono ancora più alte.
Quando hai appena rotto con qualcuno certe strade, certi luoghi, certi cibi e perfino certi orari sono proprio da evitare. Tutto ricorda i tempi felici quando ancora stavate insieme, e ciò che vi circonda diventa un campo di battaglia. Il vostro ristorante preferito, il luogo nel quale vi siete baciati per la prima volta, il bar in cui avete ordinato l’ultimo drink: tutto in un modo o nell’altro vi farà tornare in mente la storia appena terminata, e quella vostra città che sembrava così romantica diventa un luogo ostile, pieno di ricordi. Così , da un giorno all’altro, bisogna cominciare a stare attente a dove si mettono i piedi se non si vuole finire a pezzi.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo interessante. L’autore sosteneva che dopo una rottura bisogna accettare che l’amore sia finito, che nel finire ci abbia completamente disarmati, e che sia necessario sprofondare in un cupo e lacerante dolore prima di dimenticare e voltare definitivamente pagina.
Mi sono chiesta, dobbiamo per forza dimenticare un ex lentamente e faticosamente o possiamo metterci in gioco subito?
In un epoca in cui le persone hanno smesso di credere nell‘amore eterno e sono consce del fatto che le relazioni finiscano così velocemente come nascono, quali sono le regole del lasciarsi?
Credo che la regola del lasciarsi fondamentale sia anche la più difficile da mettere in pratica: serve un distacco totale dalla persona che ci ha lasciato o che abbiamo lasciato. Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere un minimo di relazione con l’altra persona. Ci si illude che il dolore sia meno lacerante, ma in fondo sappiamo tutte che è una grandissima stronzata.
Bisogna cominciare eliminando tutte le fotografie, per poi passare alle conversazioni su qualsiasi dispositivo elettronico, al numero di cellulare e al contatto facebook. E se, come la sottoscritta, possedete ancora un’agenda in carta e ossa, armatevi di cancellino ed eliminate qualsiasi traccia.
Inoltre ricordate: quello che potete ottenere spiando o controllando il vostro ex e la sua nuova fiamma non è la tranquillità (dovuta al fatto che sapete cosa fa e con chi lo fa), ma solo una denuncia per stalking.
Riguardare vecchie fotografie, rileggere vecchie conversazioni e continuare ad indagare come se fossimo investigatrici private non aiuta a star meglio, ma tramuta l’ex in pura ossessione.
La seconda regola del lasciarsi la suggeriva già Ovidio nel suo trattato Remedia Amoris. È necessario evitare luoghi e situazioni della relazione finita. Ostinarsi a frequentare gli stessi locali è solo una sorta di masochismo sentimentale che prolunga l’agonia e non aiuta a voltare pagina.
Mi raccomando: finchè siete emotivamente instabili evitate anche di frequentare le pasticcerie. Le mie amiche credono che il cioccolato sia il migliore amico di una donna, e non posso dargli torto. Ma c’è una cosa da tenere sempre in mente: il cioccolato tira su di morale, ma non tanto quanto un orgasmo. Quindi evitate di strafogarvi e ingrassare cento chili, altrimenti vi dovrete accontentare per il resto della vita di cioccolato e vibratori.
Ma c’è un’altra importantissima regola del lasciarsi: convincersi di non avere rivali, per evitare di incorrere nel sentimento della gelosia.
Una regola che sottovalutiamo, ma che se non applicata può portarci alla rovina.
Non a caso i miei guai sono cominciati non tanto quando io e l’uomo misterioso ci siamo lasciati, ma quando ho scoperto di avere una rivale: il suo bel visino sorridente ha trasformato immediatamente il mio dolore in odio allo stato puro. Inutile dire che ho smesso di seguire le mie poche regole del lasciarsi e, grazie alle mie amiche investigatrici e a Claudio-Cupido che (per qualche ignoto motivo) la conosce, in un battibaleno ho scoperto tutto quello che c’era da scoprire su questa nuova fiamma.
Andavo dicendo che per sconfiggere il nemico bisogna conoscerlo, ma ormai non potevo più sconfiggere nessuno e l’unica persona che stavo tormentando era me stessa.
Ogni volta che sbattevo le palpebre mi immaginavo loro due a letto insieme e questa immagine stava cominciando ad ossessionarmi.
Perché, anche se siamo noi a lasciare, è così difficile accettare che il nostro ex si possa innamorare di qualcun altro? Quando una persona con cui siamo stati insieme decide di farsi una vita con qualcuno ci chiediamo costantemente cos’abbia in più di noi questa persona, dando per scontato che sia necessariamente più bella, affascinante o divertente di noi. Anche se in cuor nostro sappiamo perfettamente che non è così.
Mentre mandavo definitivamente a puttane le mie regole del lasciarsi, facevo la stalker e mi abbuffavo di cioccolato, mi chiedevo come aveva fatto l’”ormai non più mio” uomo misterioso a rimettersi in gioco così velocemente. Dopo neanche un mese dalla nostra rottura, nelle fotografie appariva felice e sereno. Ma soprattutto, appariva felice e sereno con lei.

E se l’unica vera regola del lasciarsi fosse davvero dimenticarsi di tutte le altre regole e rimettersi in gioco subito?

Cupido ha cambiato nome

Dicono che gli amori a prima vista siano passeggeri, soprattutto quelli che nascono dopo qualche drink. Purtroppo, a volte, quello che comincia come un flirt può diventare una cosa seria, e quell’uomo che doveva essere un passatempo per la notte finisce con il trascorrere insieme a voi non solo il sabato sera, ma anche la domenica mattina.
Era una sera di maggio, un giorno infrasettimanale qualunque, uno dei tanti in cui l‘“esco per farmi una birra” si tramuta nel “cazzo quanto ero sbronzo” del giorno dopo.
Qualche moretti da ‘66 nel bar squallido vicino alla stazione, qualche giro in osteria e di colpo l’orologio segna le due del mattino. Come è noto a tutti con qualche bicchiere di troppo diventiamo poliglotti, ed io quella sera decisi di cimentarmi col russo. E dopo un “ti amo” urlato a caso, la risposta arriva da sé: “non stai bruciando un po’ le tappe? Nemmeno ci conosciamo.”
Ricorderò per sempre la faccia a dir poco stupita di questo ragazzo quando, sempre in russo, ho risposto che se avessi voluto bruciare le tappe gli avrei detto -vieni qua e scopami-.
Dovete sapere che se io e le mie amiche perdiamo la testa per qualcuno attribuiamo sempre la colpa ad un tale di nome Claudio, dal momento che tutti gli uomini che incontriamo, o che ci presenta, sono sempre suoi amici o presunti tali. Claudio è un po’ il Cupido della situazione ma, grazie all’ubriachezza molesta, si trova spesso a sbagliare mira, e a colpire con le sue frecce le persone sbagliate.
Colpita da una freccia alla vodka, scambiai l‘uomo misterioso per un amico di Claudio e lo invitai ad accompagnarmi, per scoprire solo una volta arrivati a casa mia che invece si trattava di un perfetto sconosciuto che per errore avevo raccattato fuori da un bar.
E così, dopo dell’altra vodka, io e lo sconosciuto abbiamo cominciato a parlare di tutto, accorgendoci del tempo che passava solo quando il sole era ormai alto nel cielo. Così ci siamo salutati, scambiandoci i rispettivi numeri di telefono, con la promessa di rivedersi una volta che lui fosse rientrato dall’Austria.
E la domanda sorge spontanea: perché non riusciamo a resistere al potere del nostro Claudio Cupido prima che sia troppo tardi?
Purtroppo non posso ancora rispondere a questa domanda, ma vi do un consiglio: diffidate da quelle serate che cominciano in squallidi bar vicino alla stazione. Quelle sere anonime che non promettono nulla se non una moretti da ‘66 finiscono sempre per fregarci.